Cos'è lo Spam Score?
Lo spam score è un punteggio numerico che i filtri antispam e alcune piattaforme di analisi assegnano a un'email prima dell'invio. Indica quanto è probabile che quella email venga classificata come indesiderata dai provider di posta (Gmail, Outlook, Libero, ecc.) e finisca nella cartella spam — o venga bloccata del tutto.
Più è alto il punteggio, maggiore è il rischio. Ogni provider ha i propri algoritmi, ma tutti valutano una combinazione di fattori legati al contenuto dell'email, alla reputazione del mittente e al comportamento storico della lista.
Perché conta per una PMI
Un'email non letta è denaro sprecato. Una PMI che usa l'email per acquisire clienti, inviare offerte o coltivare relazioni non può permettersi che i propri messaggi spariscano nello spam. Il problema è che spesso non lo si nota subito: le email partono regolarmente, ma le aperture calano mese dopo mese perché finiscono nella cartella sbagliata.
Monitorare e tenere basso lo spam score è una componente fondamentale della deliverability, ovvero la capacità di far arrivare le email in inbox.
I fattori che alzano lo spam score
Parole e frasi trigger
Alcune espressioni attivano automaticamente i filtri antispam. Le più comuni in italiano includono: «Gratis», «Offerta imperdibile», «Clicca subito», «Guadagna da casa», «100% garantito», eccessive lettere maiuscole, punti esclamativi multipli. Usale con moderazione o sostituiscile con formulazioni più naturali.
Link abbreviati o sospetti
I link accorciati (bit.ly, tinyurl) sono spesso associati allo spam perché nascondono la destinazione reale. Usa sempre URL completi e leggibili, meglio se con il tuo dominio.
Alto tasso di rimbalzo e reclami
Una lista con molti hard bounce o un numero elevato di utenti che cliccano «Segnala spam» abbassa la reputazione del tuo dominio di invio. I provider di posta usano questi segnali per penalizzare i mittenti.
Rapporto testo/immagini sbilanciato
Email composte quasi interamente da immagini (con pochissimo testo) sono uno schema classico dello spam. Mantieni un rapporto equilibrato: almeno il 60% di testo.
Mancanza di autenticazione del dominio
Senza i record SPF, DKIM e DMARC configurati correttamente, i provider di posta non possono verificare che tu sia davvero il mittente legittimo, e questo penalizza la deliverability.
Come testare lo spam score prima di inviare
Esistono strumenti gratuiti o freemium che analizzano la tua email e restituiscono un punteggio dettagliato:
- Mail-Tester.com: il più usato. Invia una email di test all'indirizzo fornito e ottieni un punteggio da 1 a 10 con dettaglio dei problemi.
- GlockApps: verifica il posizionamento in inbox su più provider contemporaneamente.
- MXToolbox: utile per controllare la configurazione tecnica del dominio (SPF, DKIM, DMARC, blacklist).
Testa ogni template nuovo e ogni campagna importante prima dell'invio finale.
Best practice per restare in inbox
- Configura SPF, DKIM e DMARC sul tuo dominio di invio.
- Usa un indirizzo di invio con dominio personalizzato (non Gmail o Hotmail gratuiti).
- Mantieni la lista pulita: rimuovi hard bounce e contatti inattivi.
- Inserisci sempre un link di disiscrizione visibile: è obbligatorio per legge e riduce i reclami.
- Evita invii massivi improvvisi su domini nuovi: scalda gradualmente il volume.
- Chiedi ai tuoi iscritti di aggiungerti ai contatti o alla whitelist nella prima email di benvenuto.
Domande frequenti
- Come faccio a sapere se le mie email finiscono in spam?
- Usa Mail-Tester prima dell'invio, e monitora il tasso di apertura nel tempo: un calo progressivo senza cause evidenti è spesso il segnale di un problema di deliverability.
- Usare parole come «gratis» fa finire sempre in spam?
- Non automaticamente, ma aumenta il rischio. Il contesto conta: un'email in tutto corretta con una sola occorrenza di «gratis» raramente viene bloccata. Il problema è l'accumulo di segnali negativi.
- Posso uscire da una blacklist?
- Sì, ma richiede tempo. Devi individuare la blacklist (tramite MXToolbox), risolvere il problema alla radice e richiedere la rimozione. Ogni blacklist ha la propria procedura.