Email Marketing

Open Rate: il tasso di apertura delle email e come migliorarlo

L'open rate misura quante persone aprono le tue email. Scopri i benchmark di settore 2024, i fattori che lo influenzano e come l'Apple Mail Privacy Protection ha cambiato il tracking.

Redazione Smartegia
05 Jul 2026
2 min 7 0

Cos'è l'Open Rate?

L'open rate (tasso di apertura) è la percentuale di destinatari che aprono un'email rispetto al totale di quelle consegnate. Si calcola con una formula semplice:

Open Rate = (Email aperte ÷ Email consegnate) × 100

Se hai inviato 1.000 email, ne sono arrivate 980 e 245 sono state aperte, il tuo open rate è circa il 25%.

Perché l'open rate conta per una PMI

Per una piccola o media impresa l'email marketing è spesso il canale con il miglior rapporto costo/risultato. Ma se le email non vengono nemmeno aperte, ogni altro sforzo — il copy, le offerte, i link — è sprecato. L'open rate è quindi il primo indicatore di salute di una campagna: misura se il tuo pubblico è ancora interessato a sentirti.

I benchmark 2024 variano per settore, ma a livello generale:

  • Media generale: 20-25%
  • E-commerce: 15-20%
  • Servizi B2B: 22-28%
  • Formazione e nonprofit: 25-35%

Se il tuo tasso è stabilmente sotto il 15%, è il momento di intervenire.

I fattori che influenzano l'open rate

L'oggetto dell'email

È la prima cosa che il destinatario vede. Un oggetto vago o generico viene ignorato; uno specifico, curioso o urgente invita ad aprire. Evita maiuscole eccessive e parole che attivano i filtri antispam.

Il nome del mittente

Le persone aprono le email di chi riconoscono e di cui si fidano. Usa sempre un nome reale o il nome del brand, mai indirizzi come noreply@.

L'orario di invio

In ambito B2B i martedì e giovedì mattina (ore 9-11) tendono a funzionare meglio. Per il B2C il fine settimana può essere competitivo. Testa sempre con il tuo specifico pubblico.

La segmentazione della lista

Inviare messaggi pertinenti a chi è davvero interessato è la variabile più potente. Una lista segmentata può raddoppiare l'open rate rispetto a invii indiscriminati.

Apple Mail Privacy Protection e l'impatto sul tracking

Dal 2021, Apple Mail Privacy Protection (MPP) pre-carica le immagini di tracciamento sulle email ricevute dagli utenti iPhone e Mac che usano l'app Mail di Apple. Questo significa che molte aperture vengono registrate anche se l'utente non ha davvero aperto l'email. Il risultato: gli open rate sono gonfiati artificialmente per una parte significativa delle liste.

Per una PMI questo significa non fidarsi ciecamente del dato di apertura in isolamento: affiancalo sempre al click-through rate e alle conversioni per avere un quadro reale.

Domande frequenti

Un open rate del 20% è buono o cattivo?
Nella media. Tutto dipende dal settore e dalla dimensione della lista. Una lista piccola e altamente segmentata può arrivare al 40-50%.
Quanto spesso devo controllare l'open rate?
Dopo ogni campagna e in forma aggregata ogni mese, per cogliere trend nel tempo.
L'open rate influisce sulla deliverability?
Sì. I provider di posta usano i segnali di engagement (aperture, clic) per decidere se recapitare le tue email in inbox o in spam.

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La redazione di Smartegia: professionisti di SEO e digital marketing che pubblicano guide pratiche, aggiornate e testate sul campo per aiutare le PMI italiane a crescere online.

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