Perché l'accessibilità è importante per le PMI
In Italia circa 4 milioni di persone hanno una disabilità che influisce sull'uso del computer e di internet. Rendere il sito accessibile significa raggiungere questi utenti, migliorare la SEO (le tecniche di accessibilità e quelle SEO si sovrappongono molto) e — in alcuni casi — evitare problemi legali. Il D.Lgs 82/2005 (Codice del Consumo digitale) impone accessibilità ai siti della PA; per le PMI private la pressione normativa cresce gradualmente.
Le basi dell'accessibilità (WCAG 2.1)
Le linee guida WCAG (Web Content Accessibility Guidelines) definiscono i criteri di accessibilità su quattro principi: Percepibile (l'informazione deve essere presentata in modo che tutti possano percepirla), Utilizzabile (l'interfaccia deve funzionare con tastiera, non solo mouse), Comprensibile (il contenuto e l'interfaccia devono essere chiari), Robusto (il contenuto deve funzionare con tecnologie assistive come screen reader).
Le azioni pratiche più impattanti
- Testo alternativo alle immagini: essenziale per chi usa screen reader e per la SEO
- Contrasto colori adeguato: testo su sfondo con rapporto di contrasto minimo 4.5:1
- Navigazione da tastiera: tutti gli elementi interattivi devono essere raggiungibili con Tab
- Sottotitoli per i video: non solo per i non udenti — anche per chi guarda senza audio
- Font leggibili: minimo 16px, preferibilmente 18px+ per il corpo del testo
Strumenti per verificare l'accessibilità
WAVE (wave.webaim.org): analizza la pagina e mostra gli errori di accessibilità visivamente. Lighthouse (integrato in Chrome DevTools): include un audit di accessibilità con punteggio 0-100. axe DevTools: estensione per browser che identifica i problemi con suggerimenti specifici di correzione.