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Retargeting e Remarketing: come raggiungere chi ha già visitato il tuo sito

Retargeting e remarketing ti permettono di tornare a parlare con chi ha già mostrato interesse. Scopri come funzionano il pixel, le audience list e la segmentazione per comportamento.

Redazione Smartegia
05 Jul 2026
2 min 0 0

Retargeting e remarketing: due termini, una strategia

Nel linguaggio comune vengono usati come sinonimi, ma c'è una distinzione utile da conoscere:

  • Retargeting: si riferisce alle inserzioni pubblicitarie (su Google, Facebook, Instagram) mostrate a chi ha già visitato il tuo sito o interagito con i tuoi contenuti.
  • Remarketing: nel senso stretto del termine indica le email automatiche inviate a chi ha compiuto (o non ha completato) un'azione specifica, come abbandonare il carrello.

In pratica, quando senti parlare di "remarketing Google Ads", si intende comunque pubblicità digitale. L'importante è capire il principio: stai comunicando con un pubblico che ti conosce già, e questo cambia tutto.

Come funziona tecnicamente? Il pixel e il tag

La base tecnica del retargeting è un piccolo frammento di codice — chiamato pixel (Meta) o tag (Google) — che installi sul tuo sito. Quando un visitatore arriva sulla tua pagina, questo codice salva un cookie anonimo nel suo browser. Da quel momento, le piattaforme pubblicitarie possono identificare quel visitatore e mostrargli i tuoi annunci mentre naviga altrove.

Il pixel di Meta, ad esempio, può registrare: visualizzazioni di pagina, visualizzazioni di un prodotto specifico, aggiunta al carrello, inizio del checkout, acquisto completato. Ogni azione diventa un dato su cui costruire audience personalizzate.

La segmentazione per comportamento: il cuore del retargeting

Il retargeting generico ("mostra ads a chiunque abbia visitato il sito") funziona, ma la vera potenza emerge quando segmenti per comportamento:

  • Visitatori generici: hanno visitato il sito ma non hanno fatto nulla. Mostra loro annunci di brand awareness o offerte generali.
  • Chi ha visto un prodotto specifico: mostragli esattamente quel prodotto, magari con una recensione o una garanzia in evidenza.
  • Chi ha abbandonato il carrello: la segmentazione più preziosa. Tassi di conversione fino a 5 volte superiori rispetto al traffico freddo. Usa urgenza, sconto limitato o rassicurazioni sulla spedizione.
  • Chi ha già acquistato: escludi questi utenti dalle campagne di acquisizione o usali per upselling e cross-selling.

Perché conta per una PMI?

In media, solo il 2-3% dei visitatori acquista alla prima visita. Il retargeting ti permette di recuperare il restante 97-98% con un costo per click molto inferiore rispetto al traffico freddo, perché stai comunicando con persone che ti conoscono già. Per una PMI con budget limitato, è spesso la leva pubblicitaria con il miglior ROAS in assoluto.

Domande frequenti

Per fare retargeting serve avere molte visite?
Conviene iniziare quando hai almeno 1.000 visitatori al mese. Con meno traffico, le audience sono troppo piccole per ottenere risultati statisticamente significativi.

Il retargeting è invasivo o disturba gli utenti?
Se mostri lo stesso annuncio 20 volte al giorno, sì. Imposta un frequency cap (massimo 2-3 visualizzazioni al giorno per utente) e cambia i creativi regolarmente.

Quanti giorni devo tenere gli utenti nella lista?
Dipende dal ciclo di acquisto. Per e-commerce: 30 giorni. Per servizi B2B con cicli lunghi: anche 90-180 giorni.

Approfondisci: Facebook Ads per PMI: guida pratica | Email carrello abbandonato: come recuperare vendite perse

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La redazione di Smartegia: professionisti di SEO e digital marketing che pubblicano guide pratiche, aggiornate e testate sul campo per aiutare le PMI italiane a crescere online.

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