Perché le immagini contano per la SEO
Le immagini influenzano la SEO su tre fronti: la velocità del sito (immagini pesanti = sito lento = ranking peggiore), la Google Image Search (traffico spesso trascurato ma significativo) e la comprensione del contenuto da parte di Google grazie ai testi alternativi. Un sito con immagini ottimizzate può guadagnare fino al 20% di traffico aggiuntivo dalla ricerca immagini.
Formato: scegli il giusto per ogni caso
- WebP: il formato ideale per il web, 25-35% più leggero di JPG a parità di qualità
- AVIF: ancora più compresso di WebP, supportato dai browser moderni
- SVG: per loghi, icone e grafica vettoriale — leggero e scalabile
- PNG: solo quando serve la trasparenza
Compressione: quanto è troppo?
Per le immagini di contenuto, una qualità del 75-80% in JPG/WebP è impercettibile per l'utente ma riduce il peso del 50-70%. Strumenti gratuiti come Squoosh (web) o TinyPNG automatizzano il processo. Su WordPress, plugin come ShortPixel o Imagify comprimono automaticamente all'upload.
Nome file e testo alternativo
Il nome del file deve essere descrittivo: "scarpe-adidas-ultraboost-bianco.jpg" è meglio di "IMG_4521.jpg". Il testo alternativo (attributo alt) deve descrivere l'immagine in modo naturale e includere la keyword se pertinente: non è solo SEO, è accessibilità per chi usa screen reader.
Lazy loading e dimensioni
Aggiungi l'attributo loading="lazy" alle immagini sotto la piega per non rallentare il caricamento iniziale. Specifica sempre width e height per evitare il CLS (Cumulative Layout Shift).