La scelta del canale può fare la differenza tra crescita e dipendenza
Per una PMI italiana che vuole vendere online, la domanda non è più «se» usare il digitale, ma «dove» farlo. Google Shopping e Amazon Marketplace sono oggi i due canali di vendita più potenti a disposizione, ma funzionano in modo profondamente diverso e rispondono a logiche di business opposte. Scegliere senza una strategia chiara significa, nel migliore dei casi, bruciare budget; nel peggiore, cedere il controllo del proprio brand e dei propri clienti a una piattaforma esterna.
Come funzionano: una sintesi operativa
Google Shopping è un formato pubblicitario integrato in Google Ads che mostra i tuoi prodotti nella SERP di Google con immagine, prezzo e nome del venditore. L'utente clicca e atterra sul tuo sito e-commerce: la transazione avviene nel tuo store, il cliente diventa tuo. Paghi solo il clic (modello CPC), senza commissioni sulla vendita.
Amazon Marketplace è una piattaforma di vendita integrata: carichi i prodotti nel catalogo Amazon, gli utenti acquistano direttamente su Amazon e ricevi il pagamento al netto delle commissioni, che variano dall'8% al 15% in base alla categoria merceologica. Se utilizzi il servizio FBA (Fulfillment by Amazon), Amazon gestisce anche magazzino, spedizioni e resi — al costo di ulteriori fee mensili e per unità.
Tabella comparativa: 7 criteri chiave
| Criterio | Google Shopping | Amazon Marketplace |
|---|---|---|
| Commissioni e costi variabili | Solo CPC (costo per clic); nessuna commissione sulla vendita | 8-15% su ogni transazione + €39/mese (piano Pro) + costi FBA se usati |
| Controllo del brand | Totale: design, UX, tono di voce e promozioni sono tuoi | Limitato: scheda prodotto standardizzata, Amazon detta le regole della piattaforma |
| Dati cliente | Accesso completo: email, comportamento, storico acquisti, possibilità di CRM | Zero: Amazon non condivide i dati del cliente finale con il venditore |
| Volume di traffico immediato | Proporzionale al budget ads e alla qualità del feed prodotto | Alto: oltre 34 milioni di utenti mensili in Italia con intento d'acquisto elevato |
| Recensioni e social proof | Da costruire autonomamente (Google Reviews, Trustpilot, UGC sul sito) | Ecosistema di recensioni nativo: enorme leva di conversione già attiva |
| Margine nel lungo periodo | Più alto: nessuna commissione; il CPC migliora con l'ottimizzazione del feed | Più basso: le commissioni fisse erodono i margini, specialmente su prodotti a bassa marginalità |
| Gestione logistica | A carico tuo: spedizioni, resi e customer service gestiti internamente | Opzione FBA: Amazon si occupa di magazzino, spedizioni, resi e assistenza base |
Pro e contro di Google Shopping
Principali vantaggi:
- Ogni vendita genera un cliente tuo, con dati utilizzabili per email marketing, retargeting e programmi fedeltà
- Nessuna commissione sulla transazione: il margine lordo resta intatto
- Costruisce nel tempo il brand e il traffico diretto, riducendo la dipendenza dal paid
- Possibilità di ottimizzare progressivamente il feed prodotto per migliorare il ROAS
- Retargeting avanzato: raggiungi chi ha visitato il sito senza convertire, con annunci personalizzati
Principali svantaggi:
- Richiede un sito e-commerce performante: veloce, con UX ottimizzata per la conversione
- Il traffico dipende dal budget: se interrompi le campagne, interrompono anche le vendite
- Curva di apprendimento significativa per la gestione del Merchant Center e del feed dati
- Meno efficace per prodotti nuovi senza storico di conversione sul sito
Pro e contro di Amazon Marketplace
Principali vantaggi:
- Accesso immediato a milioni di acquirenti già in fase di decisione d'acquisto
- Con FBA, Amazon elimina quasi interamente i problemi logistici e operativi
- L'ecosistema di recensioni converte molto meglio di qualsiasi sito e-commerce nuovo
- Amazon Prime aumenta significativamente il tasso di conversione per i prodotti ammissibili
Principali svantaggi:
- Le commissioni erodono i margini: su prodotti con marginalità inferiore al 30%, può diventare insostenibile
- Nessun dato cliente: impossibile fare email marketing, upselling o costruire relazioni dirette
- In alcune categorie, Amazon compete direttamente con i propri prodotti a marchio privato
- Le regole cambiano unilateralmente: Amazon può sospendere account o modificare le condizioni senza preavviso
Chi dovrebbe scegliere Google Shopping
Google Shopping è la scelta strategicamente corretta per le PMI che:
- Hanno un brand riconoscibile che vogliono far crescere con una clientela fedele e ricorrente
- Operano in settori dove i margini non reggono le commissioni Amazon: moda, artigianato, prodotti su misura, alimentare di qualità
- Vogliono costruire un database clienti proprietario per email marketing, programmi fedeltà e upselling
- Hanno già un e-commerce funzionante e cercano un canale di acquisizione scalabile e misurabile
Chi dovrebbe scegliere Amazon Marketplace
Amazon è la scelta più efficiente per le PMI che:
- Vendono prodotti commodity o largamente distribuiti dove il prezzo è il principale fattore decisionale
- Vogliono generare volume di vendite rapidamente senza investire in un sito e-commerce performante
- Hanno marginalità sufficienti per sostenere le commissioni (>40% di margine lordo) e i costi FBA
- Puntano a scalare rapidamente grazie alla logistica Amazon senza strutturare un magazzino interno
La strategia ibrida: il meglio dei due canali
Le PMI italiane più avanzate adottano una strategia omnicanale complementare: usano Amazon per generare volume e visibilità immediata — specialmente su prodotti nuovi o in categorie competitive — e Google Shopping per costruire nel tempo un canale diretto più redditizio e indipendente. La logica è semplice: quando un cliente acquista su Amazon, non puoi più raggiungerlo. Quando acquista sul tuo sito tramite Google Shopping, diventa un asset della tua azienda.
Un approccio pratico per chi parte da zero: usa Amazon per testare quali prodotti hanno domanda reale e generare i primi profitti, poi reinvestili in Google Shopping e in un sito e-commerce ben costruito. Nel tempo, bilancia il mix verso il canale diretto, dove la marginalità è più alta e il cliente è tuo.
Per approfondire le strategie di advertising per e-commerce, leggi Google Ads per e-commerce moda e Marketing per e-commerce moda: strategie e canali. Se stai definendo il modello operativo del tuo negozio online, consulta anche Dropshipping vs magazzino proprio: quale modello scegliere.
Conclusione
Google Shopping e Amazon non sono rivali da scegliere in opposizione: sono strumenti con finalità diverse che rispondono a fasi e modelli di business differenti. Amazon vince sulla velocità di accesso al mercato e sul volume immediato. Google Shopping vince sulla redditività di lungo periodo, sul controllo del brand e sulla costruzione di un asset cliente proprietario. Se hai budget limitato e devi scegliere un solo canale, parti da quello che si allinea al tuo margine e alla tua fase di sviluppo. Se hai le risorse, combina entrambi con obiettivi distinti e KPI separati.
FAQ
Quanto costa avviare Google Shopping?
Non esistono costi fissi di accesso: paghi solo i clic (CPC). Un budget iniziale consigliato per raccogliere dati sufficienti è di €500-1.000/mese. Servono un account Google Ads attivo, un account Merchant Center e un feed prodotti aggiornato con immagini e prezzi corretti.
Amazon applica commissioni anche se il prodotto non si vende?
No, le commissioni percentuali si applicano solo alle vendite effettive. Tuttavia, se utilizzi FBA, paghi comunque i costi di stoccaggio mensili per l'inventario invenduto — che possono accumularsi rapidamente su prodotti a bassa rotazione.
Posso usare entrambe le piattaforme contemporaneamente?
Sì, e spesso è la strategia più efficace. L'unica accortezza è mantenere prezzi coerenti tra i canali: Amazon può penalizzare le schede prodotto dove rileva prezzi più bassi altrove sul web, incluso il tuo sito.
Google Shopping funziona anche per prodotti di nicchia o artigianali?
Spesso ancora meglio: la domanda di ricerca specifica e intenzionale converte a tassi elevati. Il rischio è un volume mensile di ricerche più basso, che limita i clic disponibili anche con un feed ottimizzato. In questi casi, affianca Google Shopping a strategie SEO organiche per costruire traffico nel tempo.