Il paradosso del taglio marketing in crisi
Le aziende che tagliano il marketing in crisi si riprendono più lentamente di quelle che lo mantengono o riducono in modo strategico. È un fatto documentato da decenni di ricerca: le aziende che durante la recessione del 2008-2009 hanno mantenuto la presenza sui media hanno guadagnato quote di mercato significative dai competitor che avevano tagliato tutto. Ma questo non significa non toccare nulla: la strategia conta.
Cosa tagliare per primo
Elimina o riduci: pubblicità brand awareness su canali difficili da misurare, campagne con ROAS inferiore al break-even, sponsorizzazioni di eventi con ROI incerto, tool e software che duplicano funzionalità. In crisi, ogni euro deve avere ROI misurabile e a breve termine.
Cosa non toccare mai
- SEO e contenuti: smettere di produrre contenuti in crisi significa perdere traffico per anni dopo. I concorrenti che continuano guadagnano posizioni difficilissime da recuperare
- Email marketing: il canale a più alto ROI e minor costo. La lista email è un asset fondamentale da mantenere attivo
- Campagne con ROAS positivo: se una campagna genera 4€ per ogni €1 investito, ridurla è irrazionale
Come ridimensionare senza smettere
Riduci il budget paid del 20-30% ma ottimizza l'allocazione: mantieni solo le campagne con ROAS sopra il break-even. Passa da content marketing estensivo a intensive (meno contenuti ma di qualità superiore). Usa la crisi per ottimizzare i tassi di conversione: più conversioni a parità di traffico significa fare di più con meno.